LA STORIA-01

Il palio degli asini risale al 1947, quando, chiusa la parentesi bellica e ricominciata la ricostruzione del tessuto civile e sociale della nostra nazione, a Cameri furono organizzati grandi festeggiamenti in onore dei santi patroni Michele Arcangelo e Gregoria.

Per arricchire le feste patronali civili venne proposto di organizzare una “Corsa degli asini”.Dopo qualche difficoltà da parte del comitato per i festeggiamenti, la corsa fu approvata e ufficialmente istituita. Fu l’allora vescovo di Novara, Mons. Leone Ossola, a dare il via alla competizione il lunedì della festa, dopo l’unzione religiosa. La gara, inizialmente senza particolari norme di comportamento, si svolgeva su di un percorso predefinito lungo il quale si faceva sentire forte il tifo degli spettatori.

La cronaca del “Gran Premio”, come avviene tutt’ora , era trasmessa da uno speaker al micro-fono. I premi in palio erano costituiti da anatre, oche, polli, salami, riso e vino.

 

[1] Nato a Civita Castellana (VT), ha vissuto e lavorato in Cameri. Ha studiato presso l’Accademia di Brera a Milano. Laureatosi in architettura con il massimo dei voti, ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento con il massimo punteggio. Vincitore di diversi concorsi è stato allievo dello scultore Assen Peikov e del famoso restauratore del Vaticano e del Louvres Pico Cellini collaborando alla realizzazione di opere importanti. Nell’anno 2000 è stato insignito della nomina di Accademico Europeo per le Relazioni Economico-Culturali. Ha saputo esprimersi indifferentemente sia nel campo della pittura e della scultura.

 

La corsa “dal bicicleti ruti”[1]

Nel 1949 in concomitanza delle celebrazioni religiose fu tutto un turbinio di giochi e gare che si svolsero per una intera settimana con grande partecipazione di pubblico. Nel cortile di S.Rocco, nell’angolo un tempo occupato dal negozio da ciclista del “Binu”, era subentrata la, trattoria – bar del Ramacci, frequentata da molti giovani, anche perché era la sede della squadra di calcio del Cameri. Furono questi giovani, il “Metz”, il “Limonero”, il “Pistola”, il “Rűel” e tanti altri giovani cameresi, che organizzarono una irresistibile corsa “dal bicicleti ruti”. Per me fu un gran divertimento seguire tutti quei preparativi, in particolare la raccolta dei velocipedi che parteciparono alla gara.

Ne risultò una competizione veramente esilarante che ottenne un grande successo di pubblico.

[1] Ricordo del dott. Mario Galliani pubblicato in “Santa Gregoria 100 anni di fede e d’amore”